Dal mese di marzo 2016, molti clienti ci hanno segnalato problemi, alla dogana turca, con le macchine per la Turchia  e  hanno chiesto il nostro aiuto per risolverli.

Come spiegato molto bene nell’articolo  di ANIMA qui linkato,  con la Turchia esiste un accordo di mutuo riconoscimento della Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Quindi le macchine per la Turchia, secondo l’accordo di cui sopra, non sono soggette a controlli particolari di sicurezza e conformità e devono espletare normali procedure doganali.

Ovvero, il marchio CE e la Dichiarazione di Conformità, secondo la Direttiva Macchine 2006/42/CE, dovrebbero  bastare per l’esportazione delle macchine in Turchia.

Infatti il sistema turco di controllo del commercio, TAREKS, tramite il certificato A.TR, dovrebbe evidenziare che le macchine  industriali non hanno necessità di ispezione.

Dalla primavera 2016, sembra però che qualcosa stia cambiando e molti nostri clienti si sono trovati con decine di macchine per la Turchia bloccate in dogana o addirittura respinte in Italia.

Vediamo ora cosa chiedono i turchi al fabbricante della macchina, le informazioni derivano da esperienza diretta.

Prestate la massima ATTENZIONE AD INSERIRE IL CORRETTO CODICE DOGANALE: molti problemi e richieste strane nascono da un errato codice doganale e non è facile modificarlo successivamente.

Di solito quello che viene richiesto è la documentazione accertante l’esecuzione di test, prove e verifiche (occasionalmente anche NON applicabili alle macchine).

I documenti possono essere richiesti in formati particolari (tipo con una copertina, un’intestazione, un grassetto qua e là …).

ATTENZIONE: è possibile che l’elenco dei documenti richiesti possa variare in base anche a valutazioni soggettive dell’ispettore.

A tutti i nostri clienti sono stati richiesti i rapporti delle seguenti prove :

  • Prove di sicurezza elettrica di CEI EN 60204-1 (a volte effettuate da Ente Notificato per la Direttiva Macchine, a volte no…)
  • Prove EMC (a volte effettuate da Ente Notificato, a volte no…)
  • Prove di emissione acustica

Qualche volta sono stati richiesti anche i seguenti documenti aggiuntivi:

  • Check list della Direttiva Bassa Tensione
  • Valutazione del rischio
  • Dichiarazione di Conformità comprendente la conformità a norme armonizzate, che danno presunzione di conformità alla Direttiva Macchine, ma non sono obbligatorie come diciamo sempre nei nostri corsi sulla Direttiva Macchine.

Non ci è ancora capitato il caso di una quasi-macchina bloccata in dogana, e speriamo non succeda mai.

Non sarà facile, per lo sfortunato cliente,  spiegare cosa sia una dichiarazione di incorporazione.

Come sempre, In Quadra Srl siamo disponibili a supportare i clienti per ogni eventuale problema tecnico  legato all’esportazione delle macchine, eventualmente anche con il nostro partner TÜV Nord ( Organismo Notificato).

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